Gianmaria Sannino dialoga con gli studenti e risponde alle loro domande: che cos’è il clima? Qual è la differenza tra tempo metereologico e clima? Il clima della Terra sta davvero cambiando? Che cosa rende il clima della Terra più caldo? Come si realizza una proiezione climatica? Vi è ormai un diffuso consenso scientifico sul fatto che un aumento della concentrazione atmosferica di gas serra comporti un aumento della temperatura globale media. Le rilevazioni strumentali indicano una rapida crescita della concentrazione di anidride carbonica (CO2), partire dagli anni ’50 del secolo scorso, determinata quasi esclusivamente dalle attività umane, in particolare dall’utilizzo di combustibili fossili e da variazioni di uso del territorio. L’attuale concentrazione di CO2 è valutata essere la più elevata da almeno un milione di anni a questa parte. Gli scienziati del clima hanno delineato diversi scenari climatici futuri in risposta ai possibili andamenti di concentrazione di CO2 in atmosfera, corrispondenti a scelte di sviluppo socio-economico alternative. Questi scenari sottolineano come nemmeno le misure più drastiche di abbattimento delle emissioni potrà impedire cambiamenti climatici radicali, ma come sia ancora possibile intervenire per ridurre i rischi, “evitando l’inimmaginabile e gestendo l’inevitabile”. I rischi potenziali sono numerosi: il consistente aumento di livello degli oceani, principalmente per l’effetto combinato dell’espansione termica e dello scioglimento dei ghiacci continentali; l’incremento nella frequenza e nell’intensità di eventi estremi, quali siccità, onde di calore, precipitazioni intense, tempeste tropicali; la perdita di biodiversità, per l’incapacità degli organismi ad adattarsi a variazioni di temperatura troppo repentine; l’acidificazione degli oceani, che compromette le specie marine sensibili alle concentrazioni di carbonato di calcio (ad esempio, i coralli) e le catene alimentari di cui fanno parte.

Gianmaria Sannino, climatologo, è responsabile del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA). Esperto di oceanografica, climatologia e paleoclimatologia, le sue attività principali sono legate allo studio degli oceani, ai modelli climatici e alla valutazione del potenziale energetico delle maree oceaniche. Ha scritto più di 80 pubblicazioni di carattere scientifico. È membro di EUROGOOS, EERA (European Energy Research Alliance) ed è nel comitato scientifico di ECRA (European Climate Research Alliance) e MED-CORDEX (Mediterranean Cordex Initiative).

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