Paola Catapano racconta la spedizione scientifica PolarQuest 2018, con la quale, a bordo della barca a vela eco-sostenibile Nanuq, ha circumnavigato l’arcipelago delle Svalbard in occasione del 90esimo anniversario dell’impresa polare di Umberto Nobile. Il 13 agosto 2018 Nanuq ha raggiunto l’area geografica da cui fu inviato il primo SOS dal dirigibile; è stato attivato un sonar 3D per la ricerca di resti metallici del velivolo. Allo studio dell’individuazione dell’area di impatto del dirigibile ha fornito un contributo rilevante anche il CRS4 con il ricercatore Roberto Demontis che ha utilizzato metodi GIS (Geographic Information Systems) e l’analisi del dati storici effettuati dalla Società Geografica Italiana e dal GREAL (Univeristà Europea di Roma), questi dati sono entrati nel processo di elaborazione dall’oceanografa Aleksandra Kruss, oceanografa del Polish Academy of Sciences. La spedizione ha inoltre raccolto numerosi campioni di microplastiche che attualmente vengono analizzate all’Istituto Scienze Marine ISMAR del CNR di La Spezia; anche a latitudini estreme la quantità di plastica che infesta le spiagge e le acque è sbalorditiva. Le alte latitudini raggiunte da Nanuq hanno valso un record anche al rivelatore di raggi cosmici PolarQuEEEst (programma EEE), assemblato al CERN da studenti delle scuole superiori e installato a bordo da fisici del Centro FERMI. Sono stati utilizzati anche droni a basso costo e sensori “citizen science”, che si sono rivelati efficaci sia per l’acquisizione dei dati che per la prima cartografia in 3D di coste e isole artiche oltre gli 80°di latitudine Nord.

Marco Buttu racconta la sua esperienza al Polo Sud, all’interno della stazione Concordia per conto del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e coordinato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per le attività scientifiche, e dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) per l’attuazione operativa delle Spedizioni antartiche. La stazione Concordia, dove ha vissuto per più di un anno, si trova nell’altopiano antartico, il posto più freddo del pianeta, dove è stata rilevata una temperatura record di -98 gradi centigradi, inoltre ci sono tre mesi di buio continuo e da febbraio sino a novembre la stazione è completamente isolata dal resto del mondo. Il team, oltre ad occuparsi di ricerca scientifica, è stato al contempo oggetto di ricerca, visto che l’Agenzia Spaziale Europea ha compiuto su di loro degli studi di biologia umana per capire come il corpo si adatta ad un ambiente extraterrestre, in modo da pianificare al meglio una futura missione su Marte.

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